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Rubrica BDM

“L’Italia è al 52° posto nella libertà di stampa”. Ma libertà per chi?

Libertà per la gente di comprare un giornale in edicola?

Libertà per le imprese di fare pubblicità sui giornali?

Libertà per … di comprare il silenzio, la disinformazione, la manipolazione?

Chi sono i beneficiari di questa libertà illegale? Normalmente dovrebbero essere i giornalisti a scovarli!

Per dare una mano alle future inchieste giornalistiche, in Valle Susa cittadine e cittadini vigilanti scavano negli archivi dell’ANAC – Autorità Nazionale Anti Corruzione e invece di estrarre smarrino dalla montagna, come fa TELT, estraggono dal sito ANAC bandi di gara e aggiudicazioni che analizzano con attenzione.

Ecco l’ultima sorprendente scoperta, per la quale sono attese precisazioni dagli enti appaltante e appaltatore

Siamo di fronte ad una non gara. Gara n. 37258815 lanciata da LTF, oggi si chiama TELT  (P.I. IT08332340010) per Servizi fotografici nel periodo 2017-2019, procedura negoziata senza previa indizione di gara, importo in economia € 100.000,00, data scadenza offerta 4 luglio 2017. Gara aggiudicata il 4 luglio 2017, ribasso di aggiudicazione 0%, a: Agenzia ANSA (P.I. IT00876481003)

Poniamo alcune domande che ci paiono lecite

Perché TELT, la società che dovrà scavare la galleria di 57 km della Torino-Lione, incarica l’ANSA, un’agenzia di giornalisti, di fare dei servizi fotografici nei suoi cantieri?

TELT non avrebbe fatto meglio a incaricare un’agenzia di bravi fotografi?

Perché da tempo TELT (e prima LTF), una società “pubblica franco-italiana” che ha un solo scopo (fare un tunnel) e un solo articolo nel suo catalogo (fare un tunnel) sente la necessità di farsi pubblicità a spese dei cittadini per conquistare una buona reputazione e creare consenso popolare intorno al suo operato, utilizzando i servizi di agenzie di comunicazione (ad esempio Mailander) e di agenzie di stampa (ad esempio ANSA)?

TELT vuole farsi aiutare da queste aziende, con argomenti immaginari e fuorvianti, a contrastare la Pausa della Francia verso la Torino-Lione

Oppure TELT ha maturato l’esigenza di disporre di un fotografo alle dipendenze dell’agenzia giornalistica ANSA, in modo tale da poter diffondere foto-notizie autenticate dal marchio ANSA ?

TELT teme forse le foto-verità dei tanti fotografi indipendenti attivi nel movimento No TAV?

E l’ANSA, allo scopo di non essere sospettata di conflitto di interessi, non avrebbe fatto meglio a non partecipare a questa non gara anche alla luce della sua missione storica: dare all’Italia un’agenzia giornalistica non controllata dal governo e neppure da gruppi privati?

Aspettiamo le risposte di TELT e dell’ANSA.

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Io preferirei di no

È in corso un nuovo sterminio di massa

Donne, bambini, uomini, intere famiglie costrette a fuggire dalla guerra e dalla fame. Costretti a farlo indebitandosi, subendo violenze e torture nelle carceri libiche, rischiando di annegare, di morire di sete e di ustioni da carburante su barconi fatiscenti.

Costretti a questo calvario dai governi dell’Europa che ha prima saccheggiato le risorse dell’Africa e armato i conflitti che la dilaniano e poi ha chiuso le porte ai profughi di quelle guerre, obbligandoli alla fuga per l’unica via accessibile, la più pericolosa: il Mediterraneo, dove muoiono il 75 per cento dei migranti che in tutto il mondo, a migliaia, perdono la vita durante la loro fuga.

Il nostro governo non è indifferente a questa carneficina, ma complice: invia navi militari per impedire ai migranti di lasciare le coste dell’Africa; si accorda con i dittatori dei paesi che perseguitano i profughi per bloccare ai confini chi tenta la fuga; perseguita le Ong che – senza alcun fine di lucro – salvano i migranti in mare; impone loro condizioni che rendono impossibile o vano l’intervento, come il divieto di trasbordare i profughi su imbarcazioni più grandi o l’obbligo della presenza sulle navi di ufficiali militari armati, inaccettabile per le associazioni umanitarie che operano in terre di conflitto solo grazie alla loro neutralità

Il governo italiano si accanisce poi contro chi approda. Lo respinge in Libia e lo riconsegna agli aguzzini che lo hanno torturato, perché i segni di stupri e torture sono vecchi e non vengono refertati, rendendo spesso vana la richiesta di asilo e protezione. Ai richiedenti asilo viene comunque richiesto di svolgere lavori socialmente utili, di lavorare gratis, per noi

Alcuni sindaci minacciano di ritorsioni le famiglie che accolgono i migranti, vogliono che paghino più tasse.Altri si rifiutano di destinare all’accoglienza dei profughi strutture abbandonate. Altri intimano lo sgombero dei presidi dove volontari distribuiscono gratuitamente pasti e vestiti e dispensano cure mediche. Il servizio pubblico diffonde la falsa informazione che l’Italia sia sotto assedio, che sia in corso un’invasione di profughi, che l’accoglienza non sia sostenibile, quando il nostro paese non figura nella lista di quelli che ospitano più rifugiati e non è nemmeno tra le destinazioni più ambite in Europa: ogni cento richiedenti asilo, solo sette fanno domanda in Italia.

Noi preferiremmo che non fosse così. Ci adoperiamo ogni giorno perché non sia così. Siamo qui a sfidare il governo che criminalizza chi salva vite umane, a disobbedire ai sindaci che intimano di non accogliere i profughi, a denunciare la loro complicità con questo deliberato sterminio.

«Preferirei di no», risposero i professori universitari che si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo. Furono solo 12 su 1200. Stavolta sappiamo di essere di più, e desideriamo creare un luogo dove chi pensa che la fuga dalla guerra e dalla fame sia un diritto e l’accoglienza un dovere possa ritrovarsi, mobilitarsi, esprimere la propria solidarietà nei confronti di chi rischia la vita e di chi la salva. Non staremo in silenzio, non staremo a guardare.

Per firmare e vedere le adesioni già pervenute: http://www.progressi.org/iopreferireidino

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Il gioco del pianto di Tisha B'Av

Una volta l'anno la destra nazional-religiosa, improvvisamente piange circa l'odio infondato; Nel resto dell'anno seminano l'odio contro gli arabi, i gruppi di sinistra, i diritti umani, i media, la Corte Suprema di Giustizia e di recente anche i capi dei servizi di sicurezza

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Video of the Week New Clashes Erupt Between Israeli Security Forces, Muslim Worshippers

Temple Mount temporarily closed to Jewish visitors after clashes with police




The Temple Mount was temporarily closed to Jewish visitors on Wednesday at the order of Jerusalem District Commander Yoram Halevy after Jews broke visitation rules at the holy site, police said. The Jewish visitors were expelled from the compound for bringing sacred books to the Mount and trying to pray there. After one of the individuals was cautioned, another took out a holy book, and the group was expelled. Meanwhile, renewed clashes erupted between protesters and Israeli security forces near the Lion's Gate in the Old City, where police used stun grenades against the demonstrators. A regular dynamic has developed involving clashes between Palestinians and Israel Police over the past several days near the Lion's Gate. Dozens of Palestinians are present at the site on a regular basis, urging devotion to the Al-Aqsa Mosque on the Temple Mount and condemning Israel. During Muslim prayer times, particularly the midday and nighttime prayers, hundreds and sometimes even thousands have been gathering there.

There have been outbreaks of violence during these periods, including stone-throwing or physical confrontations with the police. In most of these incidents, the police have been using stun grenades and sponge-tipped bullets to disperse the crowds. In a number of cases, journalists in the area have also suffered violence at the hands of the police. On Tuesday, Hassan Shaalan, a reporter for the Ynet news website, was struck by a policeman even after he identified himself as a member of the press. A group of Jerusalem-based journalists released a statement of condemnation over the incident and called on the police to permit reporters to do their jobs. The Jerusalem Police responded: "This involved an incident that took place in the course of violent disturbances of the peace that occurred in Jerusalem while the police were acting to remove the demonstrators from the street after some of them refused to vacate. The forces working on the scene are under constant threat to their lives.

Boycott Israeli diamond